Asma Gherib - Senza di te
“E’ triste l’inverno degli uomini” – così s’esprime Asma Gherib in una delle sue poesie, continuando la nostra collana di poesia in doppia lingua e, precisamente, italiano-arabo. Molto si sente in questa poetessa l’influenza della scrittura araba, con tutti i suoi intensi richiami e le frequenti domande retoriche che creano un’atmosfera anche molto aulica. Sembra che la voce della poetessa dia risposte spirituali ai suoi personaggi, come fosse una presenza superiore che ha la possibilità di incontrarsi con angeli o dei: “Cos’è la vita?/Mi chiese ieri/un angelo notturno.” In tutti i suoi tratti, questa poesia pare molto materna, richiamando continuamente immagini femminili o che richiamano la donna e quello per cui la donna è nata: il feto, il ventre gravido, la madre. Altro tratto importante nella sua poesia è l’uso del tu imperativo, col quale la poetessa sembra quasi immedesimarsi ad un oracolo che porta le persone alla retta via in alcuni casi, ed in altri sembra voler proteggere o proteggersi dal dolore umano, talvolta parlando ad un figlio, talvolta a se stessa, chiedendosi sul senso della vita e sul dolore. Il tutto viene fatto con i tratti di una poesia intensamente vocativa, seppur molto lucida e trasparente: il linguaggio usato è di sintassi semplice e chiara, scelta dettata più dalla volontà di trasmettere un messaggio al lettore, che a sorprendere.
Nata in Marocco, Asma Gherib è una scrittrice, poetessa e traduttrice residente in Italia. Laureatasi in Lingue e Letterature Straniere a Palermo, e poi il Master Internazionale in Studi Islamici sui Paesi Arabi ed Africani, svolge attività di dottorato In Civiltà, Culture e Società dell’Asia e dell’Africa. Nel 2008 fonda la rivista araba online NOSTALGIA, dirige la sezione italiana del portale arabo ATIDA (Arabic Translation and Intercultural Dialogue Association). Tra il 2007 ed il 2008 insegna lingua e cultura araba presso l’Istituto di Formazione Politica Arrupe e cura la traslitterazione italiana dell’opera araba “L’Islam: Storia Mondiale” dello scrittore egiziano Gamal Abdel Karim, edita dalla Casa Editrice Abbadessa. In seguito, traduce in arabo La riva opposta, di Fabiano Alborghetti, poi dall’arabo Sotto un cielo tiepido di Brahim Darghouthi, Le ali della speranza di Nidal Hamad, Città abitate dal mare di Mohammed Najib e Testi arabi edito da Casa Editrice palestinese Mina al- Munit llà al-Khalij. Nel 2008 diventa Membro onorario del Centro Mediterraneo degli Studi e delle Ricerche (Tangeri, Marocco) e nel 2007, viene premiata dalla WATA (World Association of Arab Translators and Linguistis) come migliore traduttrice, diventando membro del consiglio direttivo del centro arabo dedicato ai letterati scomparsi. Nel frattempo partecipa anche ad antologie in lingua araba curati da Munir Mezyed e da Said Boukrami .Dà il suo contributo al dizionario biografico dedicato alle Siciliane, curato da Marinella Fiume e pubblicato da Emanuele Romeo. E’ responsabile della redazione della rivista italiana, in lingua araba, Le luminarie.




aprile 15th, 2009 at 11:33
Sono contenta di ospitare sul sito la poetessa Asma Gherib, che grazie a questo progetto ho imparato a conoscere ed apprezzare… sperando davvero che ci siano altre collaborazioni in futuro di poesia araba, tradotta da Asma, auguro alla poetessa tanta soddisfazione nella poesia, nelle traduzioni e nella vita… sempre di più…. perchè conoscendola anche poco, credo lei lo meriti davvero…
Anila
aprile 15th, 2009 at 15:13
Ciao Asma, volevo lasciarti le mie impressioni su questa tua raccolta. Mi sono avvicinata libera da qualsiasi aspettativa e così ho lasciato che ogni poesia imprimesse le sue impressioni nella mia sensibilità. Ho trovato una dolcezza, qualche volta favolistica nei suoi rimandi a principesse e reami, che mi ha toccata perché accanto all’emotività, non sempre pacata ma qualche volta anche molto passionale, ho trovato in te la consapevolezza del mezzo linguistico nella sua doppia veste, araba e italiana.
Mi ha colpito, ad esempio, l’uso del calligramma (“debole come una colomba ferita”) che è insolito trovare, dopo Apollinaire,nella poesia strettamente attuale. Una formula dimenticata senza che abbia mai catturato la nostra attenzione se non superficialmente.
In questa raccolta c’è anche la possibilità di riscoprire questo “modo poetico”.
Nei re, nelle principesse, nelle gazzelle, nelle ali fatte di luce, nelle pietre di rubino e anche nei dialoghi non così comuni nella poesia ho rivissuto gli echi di una lettura che ho amato molto tanto tempo fa, “le mille e una notte”. C’è la stessa magia che tende a condurti dolcemente verso un mondo altro o precedente a quello della quotidianità. O forse è solo un mondo visto con una prospettiva che trova linfa dalla tua cultura (nella quale, leggo dalle note biografiche, sei profondamente integrata e attiva) e che per il lettore è stupore, arricchimento. Sogno. Anche quando tocchi il dolore come ne “la speranza delle madri”, questo rimane in qualche modo ovattato e lontano dalla carne e non riesce a rompere l’atmosfera di languore che mi domina. Domina.
Le narrazioni delle “Mille e una notte” in forma di versi. Questo mi hanno portato le suggestioni dei tuoi versi dove non manca mai un tocco sognante e delicato. Certo è un universo poetico molto lontano dalla mia attualità ma, condotto con abilità e cultura come fai tu, supera la barriera del gusto personale e diventa un’ estraneazione in cui si riconosce l’abilità dell’artista.
In fine per lasciarti una nota critica mi soffermo sull’unica cosa che non ho pienamente capito per cui ti chiedo, se vorrai, di spiegarmi perché usi un verso tanto breve che, a mio modestissimo parere, non è funzionale alla resa poetica.
Ti ringrazio per avermi consentito di conoscere altri mondi, di arricchirmi con una poesia che ho amato più quando si immerge nello stupore culturale ricchissimo del mondo arabo piuttosto che quando tratta argomenti universali dove, qualche volta, ho percepito una tendenza alla de-personalizzazione/omologazione del sentire.
Con stima
Maeba
aprile 15th, 2009 at 18:29
Grazie infinite Anila per il grande impegno e senso di responsabilità dimostrato nei confronti di tutti i poeti ospitati con calore ed entusiasmo in Clepcydra Edition.
Sono davvero lieta per aver collaborato con te, e devo dire che anche io ho imparato cose nuove, vivendo l’ esperienza di raccolte poetiche in formato e-book bilingue. Grazie ancora per gli auguri che ricambio con tutto il cuore, sperando che il tutto sia un buon inizio per altre prossime e proficue collaborazioni. Asmà
aprile 16th, 2009 at 11:20
Anch’io rilevo una tendenza favolistica, come Maeba, un linguaggio semplice, molto femminile.
Vedo che il progetto continua a gonfie vele. Buona navigazione, Anila, tra le onde poetiche
Ciao
liliana
aprile 16th, 2009 at 18:17
Ciao Maeba, Lieta di leggere il tuo prezioso commento sulla mia raccolta.
Perché i miei versi sono brevi? Penso siano anche veloci quanto la velocità della scintilla d’ispirazione. Usare il verso breve è un modo per rendere la parola più elevata, quindi mi concentro di più sul momento della visibilità delle consonanti e delle vocali, così da poter trasformare questa visibilità in un momento di meditazione e di riflessione.
Con altrettanta stima.
Asmà
aprile 17th, 2009 at 10:56
Grazie Asma per la risposta
non ti nego che mi piacerebbe poter leggere i testi anche in arabo. Ha una struttura simbolica ipnotica e poi penso mi illuminerebbe sulle scelte metriche e lessicali. E’ indubbio comunque come una cultura e un mondo di riferimento diversi siano sempre un arricchimento per le nostre prospettive limitate. Se non avessi l’opportunità di confrontarmi rimarrei legata a una ripetizione costante degli stessi sistemi.
Quello che non conosco mi attrae molto di più di quello che mi è già noto.
Sono felice di aver avuto l’opportunità di scoprirti
aprile 19th, 2009 at 08:39
E’ molto bello aprirsi su altre culture e scoprire altri orizzonti, è un’esperienza che si arricchisce secondo il modo con il quale ci avviciniamo. Grazie a tutti voi, grazie ad Anila, a te e a Liliana. Caramente. Asmà.