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	<title>Clepsydra Edition</title>
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	<description>Creazione di Ebook</description>
	<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 15:39:37 +0000</pubDate>
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		<title>Trasferimento sito</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 15:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
La redazione di Clepsydra Edizioni &#232; lieta di annunciarvi che &#232; stato creato apposta un sito per l&#8217;editrice.
www.clepsydraedizioni.com
Questo sito verr&#224; mantenuto perch&#232; tutti possano vedere com&#8217;&#232; nata Clepsydra. Sulla nuova pagina abbiamo dovuto spostare i commenti con un semplice copia incolla perch&#232; per il dominio del sito abbiamo utilizzato una piattaforma completamente diversa da altervista. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La redazione di <strong>Clepsydra Edizioni</strong> &egrave; lieta di annunciarvi che &egrave; stato creato apposta un sito per l&#8217;editrice.</p>
<h3 style="color: Red; text-align: center;"><a href="http://www.clepsydraedizioni.com"><strong>www.clepsydraedizioni.com</strong></a></h3>
<p>Questo sito verr&agrave; mantenuto perch&egrave; tutti possano vedere com&#8217;&egrave; nata Clepsydra. Sulla nuova pagina abbiamo dovuto spostare i commenti con un semplice copia incolla perch&egrave; per il dominio del sito abbiamo utilizzato una piattaforma completamente diversa da altervista. In questo luogo invece verranno chiusi tutti i commenti e la possibilit&agrave; di interagire coi singoli post, che speriamo possiate fare direttamente sul nuovo sito.</p>
<p>Per chi si aspetta di avere gli aggiornamenti via mail, manderemo l&#8217;iscrizione ai nuovi feed del nuovo sito, che potete attivare tramite la email che vi arriver&agrave; dai nostri feed.</p>
<p>Sperando di fare una cosa gradita a tutti,</p>
<p>La Redazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img width="85" height="124" class="alignnone" title="Clepsydra Edizioni" src="http://www.clepsydraedizioni.com/cleps.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Asma Gherib - Senza di te</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 10:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook con traduzione affiancata]]></category>

		<category><![CDATA[ebook n 9 a gherib]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
&#8220;E&#8217; triste l&#8217;inverno degli uomini&#8221; &#8211; cos&#236; s&#8217;esprime Asma Gherib in una delle sue poesie, continuando la nostra collana di poesia in doppia lingua e, precisamente, italiano-arabo. Molto si sente in questa poetessa l&#8217;influenza della scrittura araba, con tutti i suoi intensi richiami e le frequenti domande retoriche che creano un&#8217;atmosfera anche molto aulica. Sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>E&rsquo; triste l&rsquo;inverno degli uomini</em>&rdquo; &ndash; cos&igrave; s&rsquo;esprime Asma Gherib in una delle sue poesie, continuando la nostra collana di poesia in doppia lingua e, precisamente, italiano-arabo. Molto si sente in questa poetessa l&rsquo;influenza della scrittura araba, con tutti i suoi intensi richiami e le frequenti domande retoriche che creano un&rsquo;atmosfera anche molto aulica. Sembra che la voce della poetessa dia risposte spirituali ai suoi personaggi, come fosse una presenza superiore che ha la possibilit&agrave; di incontrarsi con angeli o dei: &ldquo;<em>Cos&rsquo;&egrave; la vita?/Mi chiese ieri/un angelo notturno.</em>&rdquo; In tutti i suoi tratti, questa poesia pare molto materna, richiamando continuamente immagini femminili o che richiamano la donna e quello per cui la donna &egrave; nata: il feto, il ventre gravido, la madre. Altro tratto importante nella sua poesia &egrave; l&rsquo;uso del tu imperativo, col quale la poetessa sembra quasi immedesimarsi ad un oracolo che porta le persone alla retta via in alcuni casi, ed in altri sembra voler proteggere o proteggersi dal dolore umano, talvolta parlando ad un figlio, talvolta a se stessa, chiedendosi sul senso della vita e sul dolore. Il tutto viene fatto con i tratti di una poesia intensamente vocativa, seppur molto lucida e trasparente: il linguaggio usato &egrave; di sintassi semplice e chiara, scelta dettata pi&ugrave; dalla volont&agrave; di trasmettere un messaggio al lettore, che a sorprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://clepsydraedition.altervista.org/AsmaGherib.pdf" target="_blank"><img class="alignnone" title="Asma Gherib" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinaasma.jpg" alt="" style="width: 175px; height: 175px;" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Nata in Marocco,<strong> Asma Gherib </strong>&egrave; una scrittrice, poetessa e traduttrice residente in Italia. Laureatasi in Lingue e Letterature Straniere a Palermo, e poi il Master Internazionale in Studi Islamici sui Paesi Arabi ed Africani, svolge attivit&agrave; di dottorato In Civilt&agrave;, Culture e Societ&agrave; dell&rsquo;Asia e dell&rsquo;Africa. Nel 2008 fonda la rivista araba online <em>NOSTALGIA</em>, dirige la sezione italiana del portale arabo ATIDA (Arabic Translation and Intercultural Dialogue Association). Tra il 2007 ed il 2008 insegna lingua e cultura araba presso l&rsquo;Istituto di Formazione Politica Arrupe e cura la traslitterazione italiana dell&rsquo;opera araba &ldquo;<em>L&rsquo;Islam: Storia Mondiale</em>&rdquo; dello scrittore egiziano Gamal Abdel Karim, edita dalla Casa Editrice Abbadessa. In seguito, traduce in arabo <em>La riva opposta</em>, di Fabiano Alborghetti, poi dall&#8217;arabo <em>Sotto un cielo tiepido</em> di Brahim Darghouthi, <em>Le ali della speranza</em> di Nidal Hamad, <em>Citt&agrave; abitate dal mare</em> di Mohammed Najib e <em>Testi arabi</em> edito da Casa Editrice palestinese Mina al- Munit ll&agrave; al-Khalij. Nel 2008 diventa Membro onorario del Centro Mediterraneo degli Studi e delle Ricerche (Tangeri, Marocco) e nel 2007, viene premiata dalla WATA (World Association of Arab Translators and Linguistis) come migliore traduttrice, diventando membro del consiglio direttivo del centro arabo dedicato ai letterati scomparsi.&nbsp; Nel frattempo partecipa anche ad antologie in lingua araba curati da Munir Mezyed e da Said Boukrami .D&agrave; il suo contributo al dizionario biografico dedicato alle Siciliane, curato da Marinella Fiume e pubblicato da Emanuele Romeo. E&rsquo; responsabile della redazione della rivista italiana, in lingua araba, <em>Le luminarie</em>.</p>
<p></span></p>
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		<title>Collana Ebook &#8220;Poe-Foto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 18:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook poe-foto]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Dopo un&#8217;attenta riflessione e una discussione a riguardo tra i collaboratori, abbiamo deciso di aprire una collana di Ebook dedicata alla fotografia, associata a didascalia o poesia breve. Per poterla proporre, abbiamo creato un formato default da utilizzare per gli ebook: non &#232; da considerare ovviamente il numero delle poesie e delle fotografie messe sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify; ">Dopo un&rsquo;attenta riflessione e una discussione a riguardo tra i collaboratori, abbiamo deciso di aprire una collana di Ebook dedicata alla fotografia, associata a didascalia o poesia breve. Per poterla proporre, abbiamo creato un formato default da utilizzare per gli ebook: non &egrave; da considerare ovviamente il numero delle poesie e delle fotografie messe sul format, che ovviamente verr&agrave; ben definito in una pagina &ldquo;invio foto-poesia&rdquo; che verr&agrave; inserita a breve. Il format &egrave; semplicemente illustrativo sul tipo di ebook che si verr&agrave; a creare, senza tenere conto del numero del fotografie o dei testi inseriti.</div>
<div style="text-align: justify; ">Speriamo che anche questo progetto possa suscitare interesse, soprattutto agli autori che dedicano tanto lavoro alla fotografia, in ambito di ricerca e post-produzione in questo campo.</div>
<div style="text-align: justify; ">Ogni lavoro proposto, come nel caso degli ebook di poesia, dovr&agrave; essere visionato dalla redazione che decider&agrave; di pubblicare o meno il tutto su Ebook.</div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center; ">&nbsp;<a target="_blank" href="http://clepsydraedition.altervista.org/VeniceFog.pdf"><img alt="" title="Venice Fog" class="alignnone" width="262" height="159" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinaveniceok.jpg" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Liliana Zinetti - Due</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 09:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 8 l zinetti]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

		<category><![CDATA[ebook prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
&#8220;Il sogno &#232; stato credere ai sensi/che volevamo infiniti.&#8221; &#8211; comincia cos&#236; questa proposta poetica di Liliana Zinetti: un inizio che annuncia il desiderio di infinit&#224;, quanto la visione di un mondo che pare impossibile, un sogno appunto; sembra vi sia un&#8217;antitesi gi&#224; sul nascere. Ne susseguono una serie di immagini che sanno di casa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Il sogno &egrave; stato credere ai sensi/che volevamo infiniti.</em>&rdquo; &ndash; comincia cos&igrave; questa proposta poetica di Liliana Zinetti: un inizio che annuncia il desiderio di infinit&agrave;, quanto la visione di un mondo che pare impossibile, un sogno appunto; sembra vi sia un&rsquo;antitesi gi&agrave; sul nascere. Ne susseguono una serie di immagini che sanno di casa, di amore, di conflitto interiore e di tormento amoroso: l&rsquo;amore &egrave; sempre racchiuso tra &ldquo;<em>i giorni della pioggia&rdquo;</em>, nelle &ldquo;<em>notti della neve&hellip; che chiudeva le porte</em>&rdquo;, in uno &ldquo;<em>schianto di nuvole</em>&rdquo;, dentro una &ldquo;<em>casa dismessa dalla luce</em>&rdquo;. Ritorna sempre la neve sui &ldquo;<em>tulipani</em>&rdquo;, &ldquo;<em>sulle tazze di latte</em>&rdquo;, quasi a lasciare immutato qualcosa che dovrebbe vivere o avere intorno vita. Fa tutto parte di un quadro invernale, ma le cose, le dita, i volti non sono parte dell&rsquo;inverno ma &egrave; come se l&rsquo;inverno fosse in loro. L&rsquo;amore quindi &egrave; visto come negazione di qualcosa di puramente vivo e lucente, o forse &egrave; semplicemente grazie all&rsquo;amore che il resto tutto intorno pare freddo al confronto? La poetessa di certo pare lasci poca speranza all&rsquo;amore di mostrarsi diversamente: &ldquo;<em>Misuravi le distanze/rabbrividendo piano/tra l&rsquo;inverno e l&rsquo;urlo.</em>&rdquo;&nbsp; Pure la casa sembra urlare di fronte a queste &ldquo;<em>solitudini </em>che <em>si affollavano</em>&rdquo; tra i &ldquo;<em>soffitti alti</em>&rdquo; ed &ldquo;<em>i tamburi alle pareti</em>&rdquo;. Fa parte tutto di un quadro sofferente dove i personaggi osservano immutabili la loro distanza, la loro stessa solitudine. Anche un gesto cos&igrave; famigliare e d&rsquo;unione come lo spezzare del pane, sembra dovuto alla &ldquo;<em>quieta disperazione</em>&rdquo;. E&rsquo; tutto tormentato, come fosse parte di qualcosa che non vuole reggersi in piedi, se non per cadere di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://clepsydraedition.altervista.org/LilianaZinetti.pdf" target="_blank"><img width="178" height="178" class="alignnone" title="Liliana Zinetti" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinazinettiok.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Liliana Zinetti</strong> &egrave; nata nel 1954 a Casazza (BG), dove tuttora vive. E&rsquo; ideatrice e promotrice del Premio di poesia &ldquo;Il lago verde&rdquo;. Le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie&nbsp; e riviste, tra le quali Le Voci della luna, Poesia, Soglie e in rete. Tra le pubblicazioni: Volo di terra, Lietocolle, 2004 - 3&deg; premio Antica&nbsp; Badia di San Savino 2005,&nbsp; finalista al Gaetano Viggiani&nbsp; 2007; L&rsquo;ultima neve, Lietocolle, 2007 - 3&deg; premio Citt&agrave; di Sal&ograve; 2007 , il 4&deg; premio&nbsp; San Domenichino e Antica Badia di San Savino 2008, 1&deg; premio Violetta di Soragna 2008, finalista al Gaetano Viggiani 2009; Una poesia, plaquette Pulcinoelefante, 2008.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
Gestisce un blog di poesia : <a href="http://spaziozero54.splinder.com" target="_blank">http://spaziozero54.splinder.com</a><br />
</span></p>
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		<title>Giacomo Cerrai - Sinossi dei licheni</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 21:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 7 g cerrai]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
&#8220;non c&#8217;&#232; ruggine che s&#8217;allarghi/come i licheni bruni e nell&#8217;opaca/lucentezza&#8221;: particolare questa raccolta che propone Giacomo Cerrai. La poesia in questo caso sembra disegnare un mondo stabile, fin troppo fermo, tanto da presentare uno strato di licheni che fa da &#8220;ruggine&#8221; alle cose, agli oggetti, persino alle persone ed ai loro sentimenti. Nel tratto &#8220;noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>non c&rsquo;&egrave; ruggine che s&rsquo;allarghi/come i licheni bruni e nell&rsquo;opaca/lucentezza</em>&rdquo;: particolare questa raccolta che propone Giacomo Cerrai. La poesia in questo caso sembra disegnare un mondo stabile, fin troppo fermo, tanto da presentare uno strato di licheni che fa da &ldquo;ruggine&rdquo; alle cose, agli oggetti, persino alle persone ed ai loro sentimenti. Nel tratto &ldquo;<em>noto ora i licheni,/sulla tua bocca</em>&rdquo; &egrave; appunto una persona l&rsquo;&ldquo;elemento&rdquo; che sembra talmente immobile da diventare dimora di uno strato di licheni. Questo stato di abbandono o relativo desiderio di immobilit&agrave; &egrave; descritto con espressioni di disagio, un disagio che diventa quasi &ldquo;isterico&rdquo;: &ldquo;<em>S&igrave;, per questo sorrido e subito/dimentico.</em>&rdquo; Il poeta non si capacita con la visione di questo mondo, ma al tempo stesso prova uno stato particolare di beatitudine che per&ograve; si perde subito. Pure il sorriso viene dimenticato. Non solo le cose vengono lasciate a se stesse, ferme, immobili, ma anche il sorriso del poeta &egrave; qualcosa che poi fugge: nulla ritorna come prima. &ldquo;<em>Niente importuna i licheni/nella loro nicchia.</em>&rdquo; &ndash; nulla sembra dare altra voce da sconvolgere questo stato impossibilitato a cambiare. Questo strato di licheni pu&ograve; essere interpretato come una denuncia all&rsquo;immobilit&agrave; dei sentimenti, ad un mondo privo di emozioni, ad una vita magra di stimoli e senza desideri o vitalit&agrave;. O forse, in questo caso, si azzarda troppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://clepsydraedition.altervista.org/GiacomoCerrai.pdf" target="_blank"><img width="163" height="163" class="alignnone" title="Giacomo Cerrai" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinacerrai.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-size: x-small;"><strong>Giacomo Cerrai </strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;">&egrave; nato a S.Giuliano Terme (Pisa) nel 1949. Ha studiato a Pisa, dove abita e lavora, e dove si &egrave; laureato in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea con Silvio Guarnieri. Ha pubblicato una raccolta poetica, Imperfetta Ellisse (Accademia Casentinese di Lettere, Arti e Scienze) e una silloge autoprodotta, La ragione di un metodo (Lulu.com). Ha collaborato in passato a &quot;Private&quot;, rivista di fotografia e scrittura, &egrave; uno degli autori del volume dedicato a Cesare Pavese &quot;AA.VV. - Cesare perduto nella pioggia&quot; a cura di Massimo Canetta, Di Salvo Editore Napoli, e della antologia &quot;Vicino alle nubi sulla montagna crollata&quot;, a cura di Luca Ariano e Enrico Cerquiglini, Campanotto Editore.<br />
Gestisce il blog &ldquo;Imperfetta Ellisse&rdquo; (http://ellisse.altervista.org). Suoi testi sono reperibili in vari siti, come &ldquo;La poesia e lo spirito&rdquo;, &ldquo;La dimora del tempo sospeso&rdquo;, &ldquo;Oboe sommerso&rdquo;, &ldquo;Via delle belle donne&rdquo;.<br />
La presente &egrave; una sezione di un lavoro inedito pi&ugrave; vasto, che l&rsquo;autore sta lentamente elaborando.</p>
<p></span></span><strong><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></span></strong></p>
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		<title>Pier Maria Galli - Gli uomini belli</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 6 pm galli]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

		<category><![CDATA[ebook prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Densa, intensa e frutto di una ricerca alquanto profonda questa proposta di Pier Maria Galli. Il passaggio dal verso alla prosa, dall&#8217;incanto romantico al quotidiano, marcano con tanta semplicit&#224; e facilit&#224; una ricerca molto ben radicata nella scrittura dell&#8217;autore. Come su &#8220;Gli uomini belli&#8221;, anche nei cortometraggi, vi &#232; un iter compreso tra la fantasia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Densa, intensa e frutto di una ricerca alquanto profonda questa proposta di Pier Maria Galli. Il passaggio dal verso alla prosa, dall&rsquo;incanto romantico al quotidiano, marcano con tanta semplicit&agrave; e facilit&agrave; una ricerca molto ben radicata nella scrittura dell&rsquo;autore. Come su &ldquo;<em>Gli uomini belli</em>&rdquo;, anche nei cortometraggi, vi &egrave; un iter compreso tra la fantasia ed il reale: il poeta fa parte di tutto quello che mette in scena per&ograve;, d&rsquo;altra parte, osserva come un burattinaio i personaggi dei propri tratti. Nulla &egrave; lasciato al caso, tutto fa parte di un disegno ben preciso: &egrave; proprio qui la ricerca pi&ugrave; densa dell&rsquo;autore; non sembra nemmeno pi&ugrave; bastare il verso, che le parole tramutano in qualcosa di diverso, quasi un dialogo con se stesso, o una scena in un palco. Pure nella descrizione di una donna su &ldquo;<em>tentativo di donna sull&#8217;orlo del pomeriggio</em>&rdquo;, il poeta sembra quasi parlare di se stesso, per la cura nei dettagli e nella presentazione di questa figura. E&rsquo; tutto regolare all&rsquo;interno della scena, tutto trascina altro e si completa nell&rsquo;insieme. Il linguaggio usato, cos&igrave; lineare nell&rsquo;insieme, determina una consapevolezza ferma del proprio sentire poetico/critico verso la scrittura. La presenza, dunque, di una scrittura matura e contemplativa, domina tutti gli atti messi in scena. <br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">
<a target="_blank" href="http://clepsydraedition.altervista.org/PierMariaGalli.pdf"><img height="173" width="173" class="alignnone" title="Pier Maria Galli" alt="" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinapierr.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="font-size: x-small;"><strong>Pier Maria Galli</strong> &egrave; nato nel 1962 e risiede a Orta San Giulio (Novara). Ha pubblicato su diverse riviste tra cui Fiera, Il Segnale, Bloc Notes, Alla Bottega, ecc. e nell&rsquo;antologia Discorso Diretto (Ed. Canova). Le raccolte: Indizio (Ed. TAM TAM, 1987), Dilogia (Ed. del Leone, 1987), La parola, oltre i segni (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1988), L&rsquo;istinto delle cose (Ed. Forum/Quinta Generazione, 1989), Basso paesaggio (Quaderni di Poesia del Gruppo Fara, 1989), La trattoria modesta (in proprio, lulu.com), Di un tu e quasi noi (Ed. del Leone, 2005) , Ottanta piccoli studi da lavandino (Ed. I figli belli, 2005), Prima che sia autoritratto (Editrice Zona, 2008). Gestisce il sito </span><a target="_blank" href="http://piermariagalli.wordpress.com/"><span style="font-size: x-small;">http://piermariagalli.wordpress.com/</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Filadelfo Giuliano - Il mare e l&#8217;assenza</title>
		<link>http://clepsydraedition.altervista.org/blog/?p=80</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 22:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook con traduzione affiancata]]></category>

		<category><![CDATA[ebook n 5 f giuliano]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Filadelfo Giuliano &#232; il primo autore che apre la collana di ebook in doppia lingua, in questo caso &#8220;ceco-italiano&#8221;. Questa poesia si presenta come una poesia naturale, ritmicamente pacata, addolcita a tratti, e, nei contenuti, come una poesia del ricordo: le poesie sembrano dei piccoli tagli di vita passata, che ricordano luoghi, presenze, attimi, compresi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify; ">Filadelfo Giuliano &egrave; il primo autore che apre la collana di ebook in doppia lingua, in questo caso &ldquo;ceco-italiano&rdquo;. Questa poesia si presenta come una poesia naturale, ritmicamente pacata, addolcita a tratti, e, nei contenuti, come una poesia del ricordo: le poesie sembrano dei piccoli tagli di vita passata, che ricordano luoghi, presenze, attimi, compresi tra la malinconia e la rassegnazione di un passato che non ritorna pi&ugrave;. &ldquo;<em>Ricordare &egrave; sempre fatic</em>a&ldquo; dice il poeta, eppure il ricordo &egrave; la chiave centrale di questa breve raccolta. In questi brevi tagli fotografici c&rsquo;&egrave; una miriade di luoghi diversi che ti proiettano ad est; le persone all&rsquo;interno sembrano divise da una linea sottile che delinea i loro mondi: anche un figura importante come un padre &egrave; lontana &ldquo;<em>Ti vedo nella lontananza</em>&rdquo;. In questa naturale composizione di luoghi il poeta sembra per&ograve; essere solo, anche se continuamente circondato da figure e personaggi, parti di una vita chiaramente attenta agli affetti ed al passato: &ldquo;<em>Se volgi lo sguardo al passato/non t&rsquo;accorgi che sei rimasto solo</em>&rdquo;, alla ricerca di quell&rsquo;io mancante che s&rsquo;&egrave; fermato in un taglio pi&ugrave; vecchio, in un tempo gi&agrave; passato &ldquo;<em>Con il cuore ti cerco nella nostra citt&agrave; di mare</em>&rdquo;. Il tutto &egrave; presentato con un linguaggio lineare, che a tratti sembra parlato ed a tratti fonte di una riflessione poetica che corteggia le sensazioni, con meno leggerezza.</div>
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<div style="text-align: center; "><a target="_blank" href="http://clepsydraedition.altervista.org/FiladelfoGiuliano.pdf"><img alt="" title="Filadelfo Giuliano" class="alignnone" width="154" height="154" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinagiuliano.jpg" /></a></div>
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<div><span style="font-size: x-small; "><strong>Filadelfo Giuliano</strong> &egrave; nato a Catania. Vive e lavora a Vicenza.&nbsp;Nel 1988 ha pubblicato la raccolta di versi &quot;<em>S</em><em>ognando di un&#8217;estate a venire</em>&quot; con cui ha vinto il premio Citt&agrave; di Fucecchio. Nel 2005, insieme a Vitezslav Vlček ha pubblicato la raccolta di poesie in lingua ceca e italiana &quot;<em>Solitudine autunnale</em>&quot;. Nel 2008 &egrave; uscito il suo romanzo &quot;<em>Ritorno in Sicilia</em>&quot; con cui ha vinto il premio Portopalo-Pi&ugrave; a Sud di Tunisi.&nbsp;Si occupa di letteratura ceca: tra i pi&ugrave; importanti autori tradotti dal ceco Tom&aacute;s&nbsp;Garrigue Masaryk, Karel Pol&aacute;ček a Sheila Och.</span></div>
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		<title>Francesca Pellegrino - Polaroid diciassette</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 15:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 4 f pellegrino]]></category>

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Molto intima questa proposta di Francesca Pellegrino: non mancano le immagini di vita famigliare, della fanciullezza, di una bambina che a tratti sembra essere gi&#224; donna che &#8220;non ha pi&#249; ginocchia da sbucciare&#8221;, &#8220;in attesa di altri venti&#8221;. Vi si trova quindi questo duo &#8220;passato &#8211; futuro&#8221; che insieme completano la figura di una donna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Molto intima questa proposta di Francesca Pellegrino: non mancano le immagini di vita famigliare, della fanciullezza, di una bambina che a tratti sembra essere gi&agrave; donna che &ldquo;<em>non ha pi&ugrave; ginocchia da sbucciare</em>&rdquo;, &ldquo;<em>in attesa di altri venti</em>&rdquo;. Vi si trova quindi questo duo &ldquo;passato &ndash; futuro&rdquo; che insieme completano la figura di una donna in crescita, ed una visione dentro quella nicchia famigliare che pare cos&igrave; naturale con le sue immagini: &ldquo;<em>l&rsquo;orto della zia fresco di limoni e di basilico</em>&rdquo;, &ldquo;<em>&egrave; buono/briciola dopo briciola/il pane</em>&rdquo;, &ldquo;<em>mia madre risaliva per una conserva di pomodoro/su uno sgabello</em>&rdquo; e tanti scorci di questa vita quotidiana in movimento, che lei bambina, comprende come ricordi preziosi e troppo intimi da custodire &ldquo;non ne feci/parola con nessuno&rdquo;. Il linguaggio naturale della raccolta probabilmente &egrave; dovuto anche a questa leggera fanciullezza che la domina. Le immagini si susseguono come fossero parti di un lavoro fotografico, appunto delle polaroid veloci dentro i ricordi, che man mano scivolano dalle mani appena dette. Ed, una volta donna, di quella fanciullezza rimane solo la memoria, mentre &ldquo;<em>era freddo l&rsquo;imperfetto/sullo sfacelo di rimmel che/colava - colava - colava ancora</em>&rdquo;.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://clepsydraedition.altervista.org/FrancescaPellegrino.pdf" target="_blank"><img width="144" height="144" class="alignnone" title="Francesca Pellegrino" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinafraOK.jpg" alt="" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Francesca Pellegrino</strong> &egrave; nata a Taranto nel 1974. Nell&rsquo;aprile del 2006, entra a fare parte del wikismo collaborando al progetto wiki-poesia, curato da Andrea Galli e Carlo Trotta, dove ha pubblicato nel vol. 2 della wiki-poesia &ldquo;La felicit&agrave; &egrave; una piccola cosa&rdquo;, ed &egrave; diventata co-curatrice del vol. 3. &ldquo;Le solitudini di Aradollo&rdquo;. Finalista per la seconda edizione del premio letterario IoScrivo di Giulio Perrone Editore, &egrave; presente in varie riviste letterarie, tra cui niederngasse e arpanet.&nbsp; Altre sue pubblicazioni e segnalazioni sono: 2008 - L&#8217;Enunciato - edita Libreria Padovana Editrice / Chelsea Editions, Padova / New York 2008; 2009 - Dimentico sempre di dare l&#8217;acqua ai sogni - editrice Kimerik; 2009 - finalista alla sesta edizione del Premio Turoldo.</span></p>
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		<title>Alessio Vailati - La voce muta degli occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 11:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 3 a vailati]]></category>

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&#34;E cosa rimane dei nostri occhi&#34; &#232; l&#8217;inizio della prima poesia di questo Ebook di Alessio Vailati; un inizio che s&#8217;accompagna un po&#8217; in tutte le poesie, perch&#232; &#232; cos&#236; che sembrano i personaggi dei suoi versi: fatti di nomi, di voci, di ciglia ma soprattutto di occhi. Gli occhi che ritornano sempre forse per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&quot;<em>E cosa rimane dei nostri occhi</em>&quot; &egrave; l&#8217;inizio della prima poesia di questo Ebook di Alessio Vailati; un inizio che s&#8217;accompagna un po&#8217; in tutte le poesie, perch&egrave; &egrave; cos&igrave; che sembrano i personaggi dei suoi versi: fatti di nomi, di voci, di ciglia ma soprattutto di occhi. Gli occhi che ritornano sempre forse per il poeta sono lo specchio di quel qualcosa che va oltre il dire, oltre la percezione diretta tra due persone, nel tatto, nelle parole, nel sentirsi parte dell&#8217;un l&#8217;altro. Sono proprio quegli occhi, &quot;<em>come petali d&#8217;un fiore di cristallo</em>&quot;, che &quot;<em>si chiuderanno</em>&quot; dando vita ad una serie di immagini che schiuse dal cuore, richiamano l&#8217;amore, l&#8217;appartenere alle cose, l&#8217;assumere di forme diverse. Come ogni cosa con &quot;<em>il giusto ordine: le case, i tetti</em>&quot; cos&igrave; anche &quot;gli occhi&quot; ritornano ancora come fossero oggetti assestanti di qualcosa che c&#8217;&egrave;, esiste, ma come unica parte d&#8217;un corpo solo.<br />
La poesia di Vailati &egrave; una poesia della corruzione dei dettagli &quot;<em>che sbucano come se dal vapore o dal sogno</em>&quot; e danno vita ad un&#8217;intera e completa alienazione dei personaggi da quella scatola rigida di strade, case, vie, di guerra e fame, di nebbia quasi a celare molte cose dell&#8217;animo e del mondo. Qui la guerra non &egrave; solo parte del mondo, ma parte del poeta e del suo interlocutore sempre presente, come un duo preciso che si incarna nell&#8217;animo.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://clepsydraedition.altervista.org/AlessioVailati.pdf" target="_blank"><img width="144" height="144" class="alignnone" title="Alessio Vailati" src="http://clepsydraedition.altervista.org/copertinaalessio.jpg" alt="" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Alessio Vailati</strong> nasce nel 1975 a Monza, dove tuttora vive. Dopo aver portato a termine gli studi classici, si laurea in giurisprudenza.&nbsp; Alcune sue poesie su varie antologie, fra cui &quot;<em>Fotoscritture, immagini e poesie</em>&quot;, &quot;<em>Verba Agrestia 2007</em>&quot;, &quot;<em>Verba Agrestia 2008</em>&quot;, &quot;<em>Il segreto delle fragole 2007</em>&quot;,&quot;<em>Stagioni</em>&quot; edite da Lietocolle e sulla rivista Specchio nella rubrica &quot;<em>Scuola di poesia</em>&quot;.&nbsp; E&#8217; coautore della raccolta poetica &quot;<em>Incanti e memorie</em>&quot; per Enrico Folci Editore (2007). Nel gennaio 2008 &egrave; uscito la silloge poetica &quot;<em>L&#8217;eco dell&#8217;ultima corda</em>&quot; per la casa editrice Lietocolle.</span></p>
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<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Iole Toini - Nominato Rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 14:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anila Resuli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook n 2 i toini]]></category>

		<category><![CDATA[ebook poesia]]></category>

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Immagini crude, parole incastonate in versi tormentati, sensazioni e riflessioni carnali di una donna, parte di una guerra interiore e profonda ed, infine, di una guerra pi&#249; grande: cos&#236; si presenta la poesia di Iole Toini, autrice di penna di grande personalit&#224;. In questa raccolta ci si immerge in un&#8217;autrice matura, alla ricerca di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Immagini crude, parole incastonate in versi tormentati, sensazioni e riflessioni carnali di una <em>donna</em>, parte di una guerra interiore e profonda ed, infine, di una guerra pi&ugrave; grande: cos&igrave; si presenta la poesia di Iole Toini, autrice di penna di grande personalit&agrave;. In questa raccolta ci si immerge in un&#8217;autrice matura, alla ricerca di un suono proprio: non manca l&#8217;uso di parole unite per creare un unico suono-senso, quasi fosse normale l&#8217;idea della &ldquo;<i>bombabambina</i>&rdquo;, &ldquo;<i>diavoladea</i>&rdquo;, &ldquo;<i>nuvolabiglia</i>&rdquo;, &ldquo;<i>manigrattacieli</i>&rdquo;. L&#8217;immagine della donna, un po&#8217; bambina, un po&#8217; madre in altri versi, un po&#8217; amante e tormentata nell&#8217;insieme, viene ripescata continuamente per sottolineare l&#8217;appartenere a qualcuno o a qualcosa, anche nella quotidianit&agrave; delle cose, come il momento di una &ldquo;<i>prima colazione</i>&rdquo;. A tratti questa donna &egrave; una &ldquo;<i>diavoladea</i>&rdquo; ed a tratti &ldquo;<i>Biancaneve&rdquo;</i><span style="font-style: normal;">, poi somiglia ad &ldquo;</span><i>un&#8217;arancia</i><span style="font-style: normal;">&rdquo;, diventa altrove &ldquo;</span><i>un sasso</i><span style="font-style: normal;">&rdquo; e addirittura osservata come &ldquo;</span><i>un dio</i><span style="font-style: normal;">&rdquo;. Questa donna camaleontica s&#8217;annida nel duo &ldquo;amore-guerra&rdquo; laddove vi si spiega sensualmente il possesso, e laddove il corpo cambia ed &ldquo;</span><i>un bozzolo chiuso e solo</i><span style="font-style: normal;"> la </span><i>seguita nel ventre</i><span style="font-style: normal;">&rdquo;.</span></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Vi sono anche altre chiavi di lettura di questa mini-raccolta della Toini, ma personalmente credo che i suoi versi richiedano sempre una riflessione approfondita sull&#8217;immagine della donna, importante figura che muove i versi come un burattinaio perfetto.</span></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><a target="_blank" href="http://clepsydraedition.altervista.org/IoleToini.pdf"><img width="150" height="150" alt="Iole Toini" title="Iole Toini" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-41" src="http://clepsydraedition.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/02/copertinaok-150x150.jpg" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>Toini Iole</strong></em> &egrave; nata a Darfo Boario Terme il 6 maggio 1965, vive sul Lago d&rsquo;Iseo. </span><span style="font-size: x-small;">Ha collaborato con la &nbsp;rivista &ldquo;<em>Qui - appunti dal presente</em> &rdquo; di Milano. Ha vinto alcuni premi tra i quali &nbsp;il Concorso Nazionale di Poesia &ldquo;<em>Sci Club - Pieve di Soli</em><em>go</em>&rdquo;, presidente onorario di giuria Andrea Zanzotto; &lsquo;<em>Il Lago Verde</em>&rsquo; di Casazza (BG); il Premio Nazionale di Galbiate (MI) . E&rsquo; stata segnalata in concorsi quali il Montano di Verona, il Concorso di Poesia di Mezzago (MI), il Premio Citt&agrave; di Rimini. Due poesie sono state pubblicate su <em>Gradiva</em>.&nbsp; </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Alcuni testi sono apparsi sulla rivista &lsquo;<em>Le voci della luna</em>&rsquo; di Sasso Marconi (BO).</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Gestisce il blog&nbsp;</span><strong><a target="_blank" href="http://alveare.splinder.com">www.alveare.splinder.com</a></strong><span style="font-size: x-small;"> .</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p>&nbsp;</p>
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